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Dossier sanità /38

La parola ai lettori e ai rappresentanti istituzionali

  21/02/2025

Di Redazione

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Ai Presidenti di Quartiere e ai rispettivi componenti dei direttivi

Come in oggetto, alleghiamo la lettera di aggiornamento, e la proposta di un progetto alternativo alla costruzione di un nuovo ospedale.
Il nostro movimento non è "un comitato del NO”, ma è aperto al confronto proponendo dei dati precisi. Confronto sui dati. Fino ad oggi ignorato dai dirigenti dell'Asst di Cremona Argomento complesso che merita a nostro avviso un discreto impegno nel leggere i dati e gli obiettivi del nostro allegato. grazie per l'attenzione In attesa di un vostro gentile riscontro vi auguriamo un buon lavoro.

Enrico Gnocchi per il "movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di Cremona"

L'incontro tra i Movimenti di Piacenza e Cremona

Nel pomeriggio di sabato 15 febbraio si è svolto, presso la Sala Conferenze g.c. della Società Filodrammatica Cremonese il programmato incontro tra I vertici dei Movimenti operanti a Cremona e a Piacenza impegnati nella mobilitazione contro l'ipotesi di realizzazione di un nuovo nosocomio in ognuno dei due capoluoghi.

L'operazione, antieconomica e del tutto avulsa dalle reali esigenze di inversione del decadimento del SSN, irragionevolmente trascura l'approfondimento delle ragioni, di cui si sono fatti carico i due Movimenti territoriali, che militano a favore della rifunzionalizzazione dei due nosocomi esistenti e collimanti nella sussistenza di ampi margini di esercizio, purché si invertissero le sciagurate politiche, sin qui praticate dalle Regioni e dalle Asst.

Il caparbio rifiuto di considerare la priorità di una rifunzionalizzazione dell'esistente, che comporterebbe un significativo minor gravame di spesa pubblica e maggior garanzie di continuità delle strutture in essere, nonché minor impatto ambientale, non può non essere correlato ad un'ansia edificatoria.

Che, imperniata esclusivamente sia sul versante "strutturalista" della funzione ospedaliera anziché, come si dovrebbe, a parità di praticabilità gestionale delle due concordi ipotesi, di rafforzamento degli organici medici, paramedici e ausiliari, non può non ingenerare il sospetto di una colpevole condiscendenza verso aspettative edificatorie.

La vistosa scansione del differenziale di spesa pubblica tra l'ipotesi di operosa rifunzionalizzazione delle strutture esistenti e l'integrale edificazione ex novo, passante dalla rottamazione di contenitori ad ampio margine di duration, impone, soprattutto di fronte alla proterva ed irragionevole determinato combinazione di poteri pubblici e privati, un responsabile e determinato gesto di cittadinanza attiva. Questo minimale stand by appare, a parere dei Coordinamenti dei due Movimenti impegnati, pur nella consapevolezza dell'esistenza di elementi di caratterizzazione locale, nella medesima visione strategica, costituisce premessa per una virtuosa riapertura dei posizionamenti tattici e strategici.

Il fondato convincimento della testimonianza dei due Movimenti è sin qui accreditato dall'ampia corresponsione di adesione popolare alla articolata mobilitazione in termini di sensibilizzazione e di largo coinvolgimento della cittadinanza nel perseguimento delle condizioni per obbligare la" controparte" munita di prerogative decisionali, a misurarsi seriamente nella valutazione di convenienza delle due ipotesi e, comunque, nell'accertamento dell'esistenza di finanziabilità (concreta, totale e, soprattutto, di fonte pubblica). Condizione che esclude aprioristicamente qualsiasi comprensione sia verso tattiche dilatorie maturate nelle superiori giurisdizioni in materia di finanziamenti quantificati e dal flusso totale e garantito, sia verso congetture di cosiddetto projet financing (che costituirebbe il profilo estremo della privatizzazione dei cespiti immobiliari suscettibile di chiudere il cerchio della totale transizione del SSN alle logiche private). 

Su questo specifico terreno i Movimenti di Piacenza e di Cremona accentueranno, nell'ampio contesto della mobilitazione dell'opinione pubblica, dell'associazionismo dell'utenza e degli operatori del settore, il pressing nei confronti sia della "controparte" sia dei referenti istituzionali territoriali e, occorrendo, centrali. Non escludendo iniziative di ricorso ai preposti organi per il controllo della spesa pubblica e della correttezza giurisdizionale. Le rappresentanze impegnate in questo primo incontro di reciproca conoscenza e di verifica dell'esistenza delle condizioni per una armonizzazione e per una convergenza della testimonianza, manifestano la volontà di costituire un "tavolo" permanente di consultazione, in grado di coinvolgere in una mobilitazione comune altri Movimenti da tempo operanti sulle medesime tematiche.

Last, but not least (ma solo perché ai “poteri” sembrava parva res la loro protervia…>

Ci è pervenuto un assist di provenienza non “ufficiale”. Che, al di là di una procedura vistosamente aderente ai parametri praticati ed emulati ormai su tutto il globo terracqueo (in materia di verticalizzazione delle prerogative decisionali e di opacità comunicativa, è stato verificato come vero. Si tratterebbe dell'iniziativa con cui la Direzione dell'ASST ha convocato per oggi pomeriggio alle 17,50 in Municipio una conviviale dal format indefinibile. Un tempo si sarebbe chiamata “conferenza dei Capigruppo e della Giunta Comunale”. Segretamente, avrebbe detto il prevalent partner della comitiva, per un'”informativa” (c'è da presumere sullo stato dell'arte della progressione del Progetto per il nuovo nosocomio). Si oserebbe troppo se si dicesse che questa conviviale, indetta da un “ospite” a domicilio del padrone di casa, ha come implicita aspettativa quella di fare un mo' di ammuina su un progetto che langue nelle percezioni e nel sentiment della cittadinanza (ma che riscalda molto i cuori dell'establishment politico-istituzionale, dei “poteri”, occulti ma percepibili, dei “corpi intermedi” imprenditoriali che attendo una colata di indotto).

Si oserebbe ancor di più se si sospettasse che il protagonista della riunione finalizzi tra le ricadute anche l'acquisizione di una certa benevolenza che sarebbe utile nel caso malaugurato che il nuovo nosocomio si realizzasse davvero e si dovessero allestire importanti procedure autorizzative di natura urbanistica ed edilizia.

Attorno a questi colpevoli non detto (propiziati da una seduta rigorosamente impenetrabile e blindata, cui non è ammessa la stampa, con promessa di resoconto postumo a cura dell'ufficio comunicazione ASST) e alle notizie che certamente in qualche modo acquisiremo, continueremo la nostra testimonianza editoriale.

Questo è solo l'incipit del Focus 39 che domani dedicheremo all'anniversario dell'inizio pandemico.  

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