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Ci hanno lasciati Alberto Persico e Antonella Ferro

  04/03/2025

Di Redazione

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Ciao, Toto

Nelle settimane scorse ci ha lasciato il caro amico e partecipe di comuni iniziative, Alberto Persico. Ultimo, in ordine di data di nascita e di scomparsa dei quattro fratelli Persico. Una famiglia/azienda che, oltre mezzo secolo fa, ebbe un importante ruolo nella vita economica della nostra città. Molti tra i più anziani ricordano quasi in automatico “Persico Stampa”; che fu per molti decenni una delle più importanti tipografie industriali del Nord Italia.

Alberto avrebbe, nel prosieguo, creato un suo ramo specializzato nella stampa dei calendari, divenendone un dei più importanti produttori a livello nazionale. E costituendo uno dei più importanti fondi di notevole valore collezionistico; generosamente messo a disposizione per apprezzate mostre.

Parallelamente al filone, molto ambito (e anche molto impegnativo), della piccola editoria, dedicata all'approfondimento storico. Di cui si può dire fosse diventato uno dei più apprezzati imprenditori, nonché, per il valore intrinseco delle edizioni, un significativo patrocinatore dell'approfondimento delle materie storico-culturale.

Decine, infatti, sono le monografie ricomprese in una vasta gamma di interesse proiettato alla storia contemporanea; in particolare alle vicende del primo conflitto mondiale, con particolare riferimento “alla guerra bianca” nell'arco alpino (verso il quale Persico nutriva un particolare amore) e al diretto indotto sulle popolazioni di quello che un tempo si chiamava Sud Tirolo.

“Persico Edizioni” (il ramo d'azienda dedicato a tale filone) ebbe anche significativi committenti, come nel caso della storia dei TirolerKaiserjär commissionata da TirolerKaiserjärbund di Innsbruck, e dell'edizione, apparentemente focalizzata sulla carta dei menu in auge alla tavola della Kaiservilla di Bad Ischl (ma in realtà sulla focalizzazione delle abitudini vacanziere della imperialregia famiglia), intitolata “Amore per la cucina – ricetta d'altri tempi”. Tale edizione, molto accurata come peraltro tutte le altre che facevano pensare ad una editoria di élite, venne presentata nel 1998 al museo della Kaiservilla alla presenza del discendente arciduca Marcus Salvator von Absburg (di cui alla fotografia a fianco del titolo) e l'anno successivo, alla presenza dell'autrice Bascha Batorska, alla sala conferenze delle Terme di Salsomaggiore.

Aggiungiamo per concludere che si trattò di un profilo aziendale derivante da un profondo amore per la cultura e per la storia, che frequentemente prescindeva da verificata sostenibilità economica. Del che va dato atto alla profonda aderenza etica da parte di Alberto Persico di un'attività editoriale di altri tempi e di altri idealismi.

Saremmo reticenti e ingenerosi se non ricordassimo, non solo il nostro personale coinvolgimento, come consulente editoriale e giornalistico per l'intera Collana Storica, ma anche la generosa partnership che portò all'edizione del nostro “Il Socialismo di Patecchio”. Di cui, anche considerando l'impegno economico, saremo eternamente grati.

Alberto Persico, a prescindere da tutto ciò che è importante sul piano imprenditoriale e civile, fu compagno di strada per importanti iniziative di cultura storica, come la costituzione dell'Associazione Emilio Zanoni. Tutte comunanze e collaborazioni queste che avevamo come substrato una profonda amicizia personale e una lunga frequentazione.

Ci ha lasciati Antonella Ferro

Ci ha lasciati Antonella Ferro. Malata da tempo, ha lottato fino alla fine con la determinazione che l'ha sempre contraddistinta, senza mai essere di peso a nessuno, anzi facendosi spesso carico delle sofferenze e dei problemi degli altri.

Antonella si iscrisse nel 1984 al PSI, partito nel quale militò con grande impegno per una decina di anni, condividendo con un gruppo di giovani compagni e compagne una stagione di grande fervore e attivismo della sezione piadenese, che ebbe iniziò alla metà degli anni Settanta e che si interruppe nei primi anni Novanta in seguito alle vicende di Tangentopoli. Antonella Ferro ricoprì incarichi nella sezione, nel comitato di zona, nella commissione provinciale di garanzia e nel comitato direttivo provinciale del Partito.

Nel 1985 venne eletta per la prima volta nel consiglio comunale di Piadena nella lista di sinistra, occupandosi in particolare dei servizi sociali e della biblioteca comunale. Venne rieletta nel 1990 in una lista di centrosinistra, assumendo l'incarico di assessora ai servizi sociali, un settore dove ha saputo unire qualità ed efficienza delle risposte ai bisogni dei cittadini con una lungimirante capacità di costruire e rinsaldare nella comunità una ricca trama di relazioni aperta all'interazione con i gruppi, sempre più numerosi, di immigrati. Lasciato il PSI, continuò l'attività politica e amministrativa da indipendente candidandosi come sindaca nel 1995 e nel 1999 nella “Lista civica per Piadena” sostenuta da ex socialisti, ambientalisti, esponenti di Rifondazione Comunista. In entrambe le elezioni venne eletta consigliera comunale di minoranza. Il suo lungo impegno amministrativo è stato contrassegnato da un rigore etico assoluto, dallo studio meticoloso dei problemi e da un profondo senso di giustizia e di umanità. Doti che anche gli avversari le hanno sempre riconosciuto.

Ma il suo impegno al servizio della comunità non si limitò a questo. Nel 1994 insieme ad un gruppo di amici contribuì a fondare l'Associazione di volontariato “Amici di Emmaus” di cui è stata nel corso degli anni un'assidua volontaria e un'interprete attenta dei valori di accoglienza, rispetto della dignità di ogni essere umano, giustizia sociale.

Anche nel momento della sua dipartita, Antonella ha ci ha trasmesso un segno profondo della sua umanità. Nel suo necrologio ha voluto che fossero scritte queste parole: 

Crediamo che la morte sia un'assenza, invece è una presenza segreta…gli affetti, la solidarietà, il rispetto della dignità e della libertà di ogni persona danno un senso alla Vita anche quando la Vita finisce.

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